La guerra tra Donald Trump e TikTok

La guerra tra Donald Trump e TikTokLa guerra tra Donald Trump e TikTok

Nella durissima guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ad essere sulla graticola sono ora le applicazioni-simbolo della rinascita del Celeste Impero. TikTok e WeChat, che vantano più di due miliardi di utenti complessivamente, sono infatti nel mirino del presidente Donald Trump, che aveva espresso l’intenzione di vietarle nel territorio americano.

La querelle è cominciata lo scorso 18 settembre, quando Trump, dopo mesi di  ha dichiarato la sua intenzione di bandire le due app. Secondo il tycoon, TikTok e WeChat sarebbero “strumenti del Partito Comunista Cinese” per ottenere illecitamente dati dagli utenti. Ipotesi che non parrebbe del tutto campata per aria, almeno stando a quanto scrive il Financial Times (ripreso in Italia dal Corriere della Sera) che, citando “fonti vicine all’azienda”, rivela che un ex funzionario del governo cinese, Cai Zheng, sarebbe stato a capo del global content policy di TikTok, ovvero della sezione che decide quali contenuti ammettere sulla piattaforma.

Da qui è iniziata una complessa partita a scacchi per fare in modo che ognuna delle parti potesse ottenere il migliore risultato.

Inizialmente il blocco è stato sospeso per effetto di una decisione della giustizia americana. Da parte sua, la Cina ha formalmente protestato perché il blocco di Trump, secondo i funzionari di Pechino, sarebbe “in aperta violazione delle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.

In questa fase di stallo, però, si è lavorato sottotraccia per fare in modo che tutti ne uscissero vincitori. Trump infatti aveva imposto a ByteDance, la holding che controlla TikTok, di vendere le sue operazioni americane ad una società statunitense, adducendo motivazioni relative alla sicurezza nazionale. Messa di fronte all’aut-aut, ByteDance è corsa ai ripari coinvolgendo Oracle e Walmart, principali partner di TikTok, per creare una nuova società chiamata TikTok Global, che avrà base negli Stati Uniti e gestirà le operazioni dell’app per gli utenti statunitensi e occidentali. Questo scenario è piaciuto a Donald Trump, che in questo modo potrebbe vantarsi di aver ottenuto il miglior risultato possibile partendo da un terreno a lui sfavorevole. Ma la vicenda è tutt’altro che conclusa, anche alla luce delle ormai imminenti elezioni americane.

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