L'e-commerce e le opportunità del made in Italy

L'e commerce e le opportunità del made in ItalyL'e commerce e le opportunità del made in Italy

Il 2021 sarà un anno molto importante per l’e-commerce. I segnali sono molteplici e indicano innanzitutto un prevedibile incremento del fatturato del commercio online, anche indipendentemente da eventuali prolungamenti delle restrizioni sociali.

In Italia sono 623mila le imprese coinvolte nel mondo dell’e-commerce, con un fatturato di circa 38 miliardi di euro nel 2019 (+20.3% medio annuo dal 2015) e un numero totale di 154mila lavoratori, in aumento del 12% medio annuo dal 2015 (fonte: Agenda Digitale). Questi numeri vanno divisi tra servizi di supporto (45mila imprese per un fatturato di 17 miliardi di euro nel 2019) e il mercato dei prodotti venduti online, che con 23 miliardi di euro vale meno della metà di quello francese (57 miliardi di euro); facendo le proporzioni e basandoci sul modello d’Oltralpe, il mercato italiano ha una prospettiva di crescita di +17 miliardi rispetto al dato attuale. Un obiettivo che però cozza con le carenze sistemiche del nostro Paese in termini di digitalizzazione e di infrastrutture adeguate.

D’altronde quello dell’e-commerce è un mercato molto promettente, e lo confermano i recenti sviluppi di Poste Italiane e Postalmarket. L’azienda guidata da Matteo Del Fante ha acquisito, per la prima volta nella sua storia, una quota di controllo di una società straniera entrando in possesso del 51% di Sengi Express, società cinese attiva nella logistica extraconfine per l’e-commerce di Pechino con un fatturato pro-forma di circa 80 milioni di euro nel 2020. D’altro lato, il suggestivo marchio di Postalmarket è stato recentemente rilanciato in forma sia cartacea che digitale, con l’obiettivo di diventare un portale del made in Italy.

Proprio il made in Italy potrebbe trarre molto vantaggio dall’ascesa dell’e-commerce. Sebbene a guadagnarci siano soprattutto i grandi colossi come Zalando o Amazon (il cui fatturato è cresciuto del 37% nell’ultimo trimestre), il mercato delle vendite online va sempre più verso una polarizzazione, favorendo i siti minori con un’offerta specializzata e i portali che riuniscono venditori d’impronta glocal (cioè globale ma locale). Un’occasione che i produttori del made in Italy (soprattutto enogastronomici e d’abbigliamento, ma non solo) non dovranno farsi sfuggire, cercando di proporre ad ogni consumatore un’offerta personalizzata, usando le opportunità fornite dalle tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning

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