Email marketing e tracking pixel: cosa cambia per le aziende

News Engitel (5)News Engitel (5)

Il mondo dell’email marketing sta entrando in una nuova fase, in cui la capacità di misurare le performance deve convivere con una maggiore attenzione alla trasparenza e alla protezione dei dati personali. Le nuove Linee guida del Garante Privacy sull’uso dei tracking pixel nelle email richiedono infatti alle aziende di rivedere processi, informative e modalità di raccolta del consenso.

I tracking pixel sono piccole immagini invisibili inserite nei messaggi email. Quando il destinatario apre la comunicazione, il pixel può rilevare l’apertura e raccogliere informazioni utili, ad esempio, per analizzare il comportamento degli utenti, valutare l’efficacia delle campagne o personalizzare i contenuti successivi. Proprio perché spesso operano senza essere percepiti, il Garante ha richiamato l’attenzione sulla necessità di renderne l’utilizzo chiaro e comprensibile.

Secondo le Linee guida, nei casi ordinari l’uso dei tracking pixel richiede un consenso preventivo, libero, specifico e informato. Restano possibili alcune eccezioni, ad esempio per finalità tecniche strettamente necessarie, esigenze di sicurezza o comunicazioni di servizio, ma sempre nel rispetto dei principi di proporzionalità e minimizzazione dei dati. Le aziende interessate dovranno adeguarsi entro sei mesi dalla pubblicazione delle Linee guida in Gazzetta Ufficiale. Fonte: Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 21 aprile 2026.

Per i team marketing questo significa passare da una logica di semplice misurazione a una gestione più consapevole del dato. Non basta sapere quante email vengono aperte: dobbiamo capire quali dati raccogliamo, per quali finalità li utilizziamo, come li comunichiamo agli utenti e in che modo consentiamo loro di modificare le preferenze.

Un primo passo operativo è mappare tutte le comunicazioni email che utilizzano sistemi di tracciamento: newsletter, DEM, workflow automatici, comunicazioni transazionali e messaggi di servizio. A seguire, è utile verificare le informative privacy, aggiornare i form di iscrizione, controllare le impostazioni delle piattaforme di invio e prevedere meccanismi semplici per la revoca del consenso, anche senza obbligare l’utente a disiscriversi da tutte le comunicazioni.

Questo cambiamento non deve essere letto come un limite, ma come un’occasione per costruire relazioni digitali più solide. Una comunicazione chiara aumenta la fiducia, migliora la qualità dei database e rende le strategie di marketing più sostenibili nel tempo.

In Engitel accompagniamo le aziende nella progettazione di ecosistemi digitali efficaci, sicuri e coerenti con l’evoluzione normativa. Per rivedere piattaforme, flussi di comunicazione e strumenti di gestione del consenso, contattaci: possiamo aiutarti a trasformare l’adeguamento in un’opportunità di innovazione.