DIGITAL MONITOR s1

Quasi ognuno di noi avrà provato almeno una volta a vedere dove si va a posizionare il proprio nome su Google (ego-search). Internet rappresenta l’unica opportunità di sapere in tempo reale la percezione e l’opinione che ha il pubblico della tua persona/azienda.

Secondo gli ultimi dati Audiweb (luglio 2014) in Italia sono ben 38 milioni (78,9%) che dichiarano di accedere a Internet da qualsiasi luogo e strumento.

L’audience online mensile è pari a 28 milioni di utenti unici, con un incremento del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel giorno medio risultano online 13,3 milioni gli utenti, +9,2% rispetto all’anno precedente, collegati in media per 1 ora e 19 minuti, consultando 136 pagine per persona.

Con questa “quotidianizzazione” dell’uso di Internet e con la sua evoluzione partecipativa con il Web 2.0, crescono in maniera marcata soprattutto i cosiddetti Consumer-Generated Media (CGM), le risorse informali caratterizzate da una forte interattività, come forum, blog, newsgroup, wiki, social network. I CGM hanno un’incredibile capacità di creare comunità su qualsiasi argomento aggregando persone che si fidano le une delle altre e si scambiano opinioni e consigli.

Sono proprio i CGM, più che i tradizionali media digitali e i siti istituzionali, ad influenzare maggiormente l’opinione pubblica su persone, marchi o determinati prodotti e servizi di un’azienda, perché:

  • sono verticali, quindi influenti sui singoli settori di interesse;
  • sono meno controllabili;
  • tutti i contenuti vengono linkati o ripresi da un CGM, riproposti dagli aggregatori, indicizzati dai motori di ricerca e diffusi velocemente, in maniera esponenziale, da blog e forum.

Il word of mouth o buzz, ovvero il passaparola online, è un veicolo di diffusione delle informazioni straordinariamente potente: basti considerare che ognuno di noi ha in media 10 contatti costanti, 150 frequenti e fino a 1500 occasionali, si può immaginare la portata del network di conoscenze che si ottiene.

Come se non bastasse, le statistiche ci dicono che il 92% delle persone considera il passaparola la fonte di informazione più attendibile per le scelte di vita e di consumo e il 67% di tutti gli acquisti dei consumatori sono influenzati dal buzz.

Il passaparola positivo è il miglior strumento di marketing in quanto promosso dallo stesso utente soddisfatto. Allo stesso modo, un passaparola negativo on-line può avere conseguenze devastanti, poiché appunto continuamente amplificato. Se per esempio un solo utente è scontento del prodotto/servizio e condivide sul web la sua (personale) esperienza negativa, questa viene “amplificata”, linkata ad altri siti e indicizzata dai motori di ricerca.