Quello dei Big Data è un concetto che si fa sempre più largo nella nostra realtà quotidiana. È una delle innovazioni portate dalla tecnologia che in qualche modo rimane “nascosta” agli occhi dei semplici utenti, ma che per il mondo del business è ormai di cruciale importanza. Tanto da aver raggiunto, nel 2019, un valore di 1.7 miliardi di euro, il 23% in più rispetto all’anno precedente.

 

Ma cosa si intende esattamente per Big Data?

 

Secondo la definizione data dal McKinsey Global Institute, con questa espressione si indica “un insieme di dati il cui volume è talmente grande da eccedere la capacità dei sistemi di database relazionali di catturare, immagazzinare, gestire e analizzare”. In pratica, affinché si possa parlare di Big Data devono presentarsi contemporaneamente tre elementi, anche dette “le tre V”:

 

  • Il Volume dei dati
  • La grande Varietà degli stessi
  • La Velocità con cui essi devono essere acquisiti o analizzati

 

Questa enorme quantità di dati proviene da fonti eterogenee: archivi di navigazione di siti web, post sui social media, applicazioni (desktop e mobile), esperimenti scientifici ed Internet delle cose. Tutte queste attività creano dei dati che possono essere raccolti, analizzati e quindi monetizzati.

 

Lo sviluppo dei Big Data è destinato ad andare di pari passo con i supercomputer e l’intelligenza artificiale, che sono la chiave per poter processare correttamente questa sempre crescente mole di dati. Queste tecnologie combinate imprimeranno una netta accelerazione al processo di automatizzazione del lavoro.

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