Nel mondo ci sono 3.6 miliardi di persone senza un accesso ad internet a prezzo accessibile. E risolvere questo vulnus dev’essere una priorità per i governi di tutto il Pianeta. È questo il pensiero di Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU, che all’Internet Governance Forum ha sottolineato la necessità di connettere il mondo.

 

“L’invenzione della stampa intorno al 1450 ha richiesto cinque secoli per raggiungere la metà dell’umanità. Ci sono voluti solo 25 anni perché internet raggiungesse mezzo mondo”, ha affermato Guterres.

 

E del resto i numeri parlano chiaro. Nei 47 Paesi meno sviluppati, oltre l’80% della popolazione è scollegato. Non solo: la distribuzione delle connessioni internet è a sfavore del mondo femminile, specie in America Latina, Asia Orientale e isole del Pacifico.

 

Il segretario generale dell’ONU ha anche posto l’accento sulla potenziale pericolosità di internet, da un duplice punto di vista. Innanzitutto perché in rete le bufale e le distorsioni della realtà si diffondono molto più rapidamente. E poi perché le tecnologie legate al web sono, anche adesso, causa di conflitti e frizioni tra gli Stati, come nel caso del 5G.

 

Bisogna fare dunque attenzione affinché internet, nato per connettere le persone, non diventi un motivo di divisione. Per questo, ha concluso Guterres, l’ONU nominerà un “inviato tecnologico” che possa promuovere un “futuro digitale comune”.

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