Molto spesso si tende a fare confusione tra l’Internet delle Cose e la domotica. In effetti questi due concetti a volte si sovrappongono, anche se, tra le innegabili somiglianze, mantengono caratteristiche e peculiarità diverse.

 

Come abbiamo visto, infatti, l’Internet of Things è un sistema in cui gli oggetti sono connessi ad internet, e possono essere dunque controllabili a distanza. Nell’IoT ogni dispositivo è indipendente, e può essere attivato e gestito da solo.

 

Nella domotica, al contrario, si parla di un vero e proprio impianto intelligente con una centralina che, grazie ad un collegamento via cavo, gestisce i vari dispositivi. Quindi, se da un lato è più semplice attivare il singolo strumento IoT (per il quale spesso basta la sola accensione, con collegamento automatico al modem), la domotica permette di poter gestire un’intera abitazione con un unico accessorio.

 

La domotica è nata alla fine degli anni ’80 come miglioramento del benessere nella propria abitazione o, più in generale, negli ambienti antropizzati. Il suo sviluppo è poi stato poi favorito dapprima dalla nascita di internet e poi dalla diffusione degli smartphone, utilizzati alla stregua di telecomandi.

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