L’anima dell’Internet delle Cose è la sensoristica. È grazie a quest’ultima, infatti, che gli strumenti IoT incamerano informazioni dall’ambiente circostante per poi ritrasferirle, sotto forma di dati, ad altri strumenti connessi.

 

I sensori svolgono un ruolo importante in ogni settore dell’IoT. Come nell’industria manufatturiera, in cui la sensoristica collegata agli impianti di produzione porta a un’ottimizzazione della gestione degli impianti, della logistica e di tutto il ciclo di vita del prodotto. Ciò contribuisce a ridurre gli scarti di produzione e migliorare tempi di sviluppo e qualità dei processi.

 

In agricoltura, invece, i sensori possono applicarsi sia sugli strumenti di lavoro, sia sul terreno (per valutare elementi come umidità o presenza di insetti nocivi) sia sui droni, ormai molto usati in questo ambito per monitorare le colture.

 

La sensoristica “intelligente” ha inoltre contribuito a migliorare i contatori tradizionali, ora in grado di effettuare automaticamente la lettura con maggior precisione e frequenza. Grazie ai sensori, inoltre, è possibile programmare ed impostare gli interventi di manutenzione in chiave preventiva e proattiva.

 

Questi sono solo alcuni dei settori che ricevono beneficio dall’utilizzo pratico della sensoristica IoT, ma si potrebbero anche citare, tra gli altri, le smart city, la domotica, la vendita al dettaglio o l’archivistica.

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