Sergio Mattarella è il primo Presidente della Repubblica in quasi quarant’anni a recarsi in visita nella costa occidentale degli Stati Uniti. L’ultimo era stato Sandro Pertini, nel 1982. All’epoca la West Coast era già all’avanguardia nel campo della tecnologia, ma oggi, grazie alla Silicon Valley, è diventata una Mecca capace di attirare idee e progetti da tutto il mondo.

Proprio per questo motivo il Presidente ha voluto visitare due startup di segno italiano sul suolo statunitense: la Kong, fondata da Augusto Marietti e Marco Palladino, e la Nozomi Network di Andrea Carcano e Moreno Carullo.

La Kong ha sviluppato un software che permette di proteggere e mettere in sicurezza le API (Application Programming Interface), permettendo così a due server di comunicare tra loro. Partiti da un garage a Milano, Marietti e Palladino hanno chiuso il 2018 con circa 5 milioni di dollari di ricavi, raccogliendo in totale oltre 71 milioni ed entrando nella quinta edizione della Next Billion Dollar Startups, la lista di Forbes che raggruppa le 25 startup più promettenti del mondo.

La Nozomi Networks è stata fondata nel 2013 da Carcano e Carullo grazie al supporto di un fondo di venture capital e a Giovanni Canetta Roeder, ad di Planven, che ha creduto nel progetto diventandone il primo investitore istituzionale. Trasferitasi negli Stati Uniti, la Nozomi è diventata una delle aziende leader nella cybersecurity e nella trasformazione digitale, sviluppando soluzioni innovative per rilevare minacce informatiche e difendere impianti e infrastrutture aziendali.

Durante la visita, il Presidente Mattarella ha potuto toccare con mano il ritardo strutturale e concettuale dell’Italia rispetto al mondo delle nuove tecnologie. “Fa riflettere la dissociazione tra la grande inventiva e la capacità degli italiani e l’incapacità del sistema di capire e accompagnare queste iniziative”, ha dichiarato Mattarella, sottolineando come il sistema Italia sia “troppo abitudinario rispetto alla novità”.

La visita del Capo dello Stato è proseguita all’università di Stanford, dove ha partecipato allo US-Italy Innovation Forum, un evento che raccoglie le migliori aziende italiane e statunitensi nonché i più talentuosi ricercatori nel campo dell’innovazione. Un’altra finestra su un mondo che, purtroppo, ritornerà ad essere fantascienza al suo ritorno in Patria.