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WS/Media Monitoring

Quasi ognuno di noi avrà provato almeno una volta a vedere dove si va a posizionare il proprio nome su Google (ego-search). Internet rappresenta l’unica opportunità di sapere in tempo reale la percezione e l’opinione che ha il pubblico della tua persona/azienda.

Secondo gli ultimi dati Audiweb (febbraio 2011) in Italia sono ben 36.974 gli utenti connessi ad  Internet.
25,4 milioni gli Italiani che hanno navigato almeno una volta attraverso un PC. Gli utenti attivi nel giorno medio sono 12,8 milioni a febbraio 2011, con un incremento dell'8,6%. Cresce anche la media delle pagine viste che registra un +11% con 202 pagine viste per persona in 1 ora e 37 minuti di tempo speso online nel giorno medio.

Con questa “quotidianizzazione” dell’uso di Internet e con la sua evoluzione partecipativa con il Web 2.0, crescono in maniera marcata soprattutto i cosiddetti Consumer-Generated Media (CGM), le risorse informali caratterizzate da una forte interattività, come forum, blog, newsgroup, wiki, social network. I CGM hanno un’incredibile capacità di creare comunità su qualsiasi argomento aggregando persone che si fidano le une delle altre e si scambiano opinioni e consigli.

Sono proprio i CGM, più che i tradizionali media digitali e i siti istituzionali, a influenzare maggiormente l’opinione pubblica su persone, marchi o determinati prodotti e servizi di un’azienda, perché:

  • sono verticali, quindi influenti sui singoli settori di interesse;
  • sono meno controllabili;
  • tutti i contenuti vengono linkati o ripresi da un CGM, riproposti dagli aggregatori, indicizzati dai motori di ricerca e diffusi velocemente in maniera esponenziale da blog e forum.

Il word of mouth o buzz, ovvero il passaparola online, è un veicolo di diffusione delle informazioni straordinariamente potente: basti considerare che ognuno di noi ha in media 10 contatti costanti, 150 frequenti e fino a 1500 occasionali e immaginare la portata del network di conoscenze che si ottiene.

Come se non bastasse, le statistiche ci dicono che il 92% delle persone considera il passaparola la fonte di informazione più attendibile per le scelte di vita e di consumo e il 67% di tutti gli acquisti dei consumatori sono influenzati dal buzz.

Il passaparola positivo è il miglior strumento di marketing in quanto promosso dallo stesso utente soddisfatto. Allo stesso modo però un passaparola negativo on-line può avere conseguenze devastanti, poiché appunto continuamente amplificato. Se per esempio un solo utente è scontento del prodotto/servizio e condivide sul web la sua (personale) esperienza negativa, questa viene “amplificata”, linkata ad altri siti e indicizzata dai motori di ricerca.
 

Accesso

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